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Project Uganda 2016: making dream possible

Lo sport è una delle migliori invenzioni dell’uomo. Al contrario di quanto avviene negli altri campi della vita, qui prima o poi i buoni vincono. Sempre. Molto spesso, però, anche qui il colore della pelle diventa una discriminante.

Gerald Gamreal Ssemambo

Gerald Gamreal Ssemambo

La Natura ha dotato gli atleti di colore di una marcia in più (anche due) in discipline come il basket o l’atletica leggera (specie nelle gare di velocità e fondo), dimenticandosi di loro quando in scena entra l’acqua. Avete mai visto un atleta nero nello sci, nel nuoto e nel canottaggio? Personalmente mai. Almeno fino a oggi, quando ho scoperto l’esistenza di Gerald Gamreal Ssemambo.

I sogni si avverano: ecco il Project Uganda 2016

Osservare questo ventenne di Kampala, la capitale dell’Uganda, su un singolo è stato come fare un salto indietro nel tempo. Nel 1988 per l’esattezza, quando alle Olimpiadi Invernali di Calgary, ai nastri di partenza del bob a 4 si presentarono i giamaicani Devon Harris, Dudley Stokes, Michael White e Samuel Clayton.

Jamaica Team Calgary 1988

La mitica squadra di bob jamaicano alle Olimpiadi di Calgary 1988

D’altronde, quando si è determinati l’impossibile non esiste. E Gerald Gamreal Ssemambo non sembra essere sprovvisto di caparbietà, come lui stesso ha sottolineato: «Voglio che l’Uganda e l’Africa sappiano che possiamo anche fare canottaggio ai più alti livelli, come qualsiasi altro sport». Gerald fa parte del Project Uganda 2016, il programma che la nazione africana ha avviato anni fa per inseguire il sogno olimpico.

Brock Sampson

Brock Sampson

L’ambizioso obiettivo è quello di costruire un gruppo di vogatori che partecipino alle Olimpiadi di Rio 2016. Attualmente, la squadra può contare su quattro professionalità: i canottieri Gerald Gamreal Ssemambo e Constance Mbambu, il coach texano Brock Sampson e l’olandese Tomas Friedhoff, coach e manager.

Gerald-Gamreal-Ssemambo1

Le prime uscite ufficiali di Gerald, ai mondiali di Plovdiv nel 2012 e a quelli di Chungju nel 2013, sono passati alla storia solo perché per la prima volta un atleta ugandese era ai nastri di partenza. D’altronde, si comincia col fare ciò che è necessario, per poi fare il possibile. E all’improvviso, senza nemmeno rendercene conto, ci ritroviamo a fare l’impossibile. Se l’Uganda riuscirà ad andare a Rio 2016 non è dato da sapere. L’ostacolo sportivo è solo il primo di una lunga lista che comprende anche problemi di natura economica e organizzativa che la Federazione Canottaggio Ugandese sta cercando di risolvere, anche grazie al sostegno internazionale. Dovranno lavorare parecchio, ma non dimentichiamo che il successo viene prima del sudore solamente sul dizionario.

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Giuseppe Lamanna

Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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