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Apologia di un canottiere pigro: vietato dire non ce la faccio

Oggi sono in conflitto con me stesso. Naturalmente, spero di vincere. Ma la realtà è una sola: la verità fa male, soprattutto a noi. Ecco perché mentiamo. L’argomento odierno, infatti, avrebbe dovuto essere una prodigiosa apologia sulla pigrizia. Non sarà così.

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Purtroppo, per quanto ci si possa alzare presto al mattino, il destino si sveglia sempre un’ora prima di noi. E così, nel mentre mi preparo a scrivere una tesi difensiva che qualsiasi allenatore, compreso il mio compagno di barca (Stefano Lo Cicero Vaina, ndr), non tarderebbe a definire oltraggiosa non solo per il canottaggio, ma per lo sport in generale, mi imbatto in questo scritto.

Un vero canottiere non dice mai: non ce la faccio

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«Un’espressione banale come “non ce la faccio” ha il potere di impedire alle persone di realizzare i propri sogni. In realtà, con l’impegno e la costanza le cose che non si riescono a fare sono pochissime. ”Non ce la faccio” è il blocco mentale che usiamo per convincerci ad arrenderci». Un concetto al quale è difficile controbattere. Ma non finisce qui.

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Sempre questa mattina, il presidente della Federazione Italiana Canottaggio Giuseppe Abbagnale, attraverso la sua pagina ufficiale su Facebook, sprona il popolo del remo: «E’ la volontà che fa l’uomo “grande o piccolo”». E qualche minuto dopo rincara la dose: «Ci sono due possibilità: migliorare o trovare scuse». E siccome l’associazione di idee spesso è a delinquere, mi è tornata in mente la frase del runner Tom Fleming, scelta come motto della maratona di Boston: «Da qualche parte nel mondo, qualcuno si sta allenando e tu no. Quando lo sfiderai, lui ti batterà».

L'avevo detto stamattina che faceva freschino...

L’avevo detto stamattina che faceva freschino…

E pensare che questa mattina, quando mi è stata posta la fatidica domanda «Perché non ti sei allenato?», avrei voluto rispondere “Non ce l’ho fatta, perché faceva troppo freddo”. Almeno ho avuto l’onestà intellettuale di non farlo. Alla fine, la morale che ho imparato da questa storia è: se qualcuno vi chiede di essere migliori di quello che siete, state tranquilli. Potreste anche riuscirci.

E voi, quante volte avete detto: non ce la faccio?

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Giuseppe Lamanna

Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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