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L’amore ai tempi del canottaggio: Sabrina Noseda e Livio La Padula

Qualcuno una volta ha detto che l’amore è la distanza più breve tra un uomo e una donna. Distacco che Sabrina Noseda e Livio La Padula hanno deciso di colmare a remi. Perché nella splendida storia sentimentale che lega questi due atleti, alfieri della Nazionale Italiana del remo, galeotto fu proprio il canottaggio. Basta guardarli, anche da lontano, per comprendere che l’amore è una cosa meravigliosa, non solo al cinema.

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Almeno una volta all’anno, i giornali e i media nazionali celebrano il “folle sentimento” che lega gli sportivi famosi, dai nuotatori Filippo Magnini e Federica Pellegrini al golfista Tiger Woods e la sciatrice Lindsay Vonn, ma si dimenticano di citare lo sport che ha più cuore di tutti. Lo faccio io. E in omaggio anche allo scrittore Gabriel García Márquez (scomparso lo scorso 17 aprile), vi racconterò L’amore ai tempi del canottaggio: la storia di Sabrina Noseda e Livio La Padula.

Sabrina Noseda e Livio La Padula: l’amore ai tempi del canottaggio

L’amore non si cerca. Ti trova. Anche grazie allo sport. Si sono conosciuti così, Sabrina e Livio: remando. Tuttavia, le vie dell’amore, al contrario di quelle del Signore, non sono infinite, bensì lunghissime. Infatti, nonostante si conoscano da molti anni e abbiano sempre avuto un debole l’uno nei confronti dell’altro, le loro strade non sembrano destinate a incrociarsi. E non solo per limiti geografici. Sabrina, infatti, rema al nord, su quel ramo del lago di Como. Livio al sud, a Castellammare di Stabia, terra di medaglie olimpiche e di “Abbagnali”. Almeno per il momento, li unisce solo la maglia azzurra e la passione per il canottaggio.

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Ma nel 2009 avviene qualcosa, perché «Né lui né lei avevano vita per nulla di diverso che pensare all’altro» (cit. Marquez). E’ solo una scintilla, niente di particolare, poi ognuno riprende la propria strada. Naturalmente, sempre remando. Continuano a vedersi, sempre ai raduni e alle gare, mantenendo ottimi rapporti. La scrittrice Barbara Alberti diceva che l’amore è per i coraggiosi, tutto il resto è coppia. Sabrina e Livio non lo sono, ma hanno l’audacia di provarci. Così, «Nel corso degli anni entrambi arrivarono, seguendo vie diverse, alla conclusione saggia che non era possibile vivere altrimenti ne amarsi altrimenti. Nulla a questo mondo era più difficile dell’amore» (cit. Marquez).

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Durante i Campionati Italiani del 2012, Livio resta in raduno a Varese con il gruppo olimpico. Una sera, la invita fuori a cena. All’antipasto sono amici, al dessert molto di più. Però, lui è ancora scettico sul futuro di questa storia. L’amore spaventa, soprattutto gli uomini. Sabrina, invece, non ha esitazioni e la sua sicurezza, i suoi modi di fare e soprattutto le attenzioni nei riguardi del suo compagno fanno il resto. La roccaforte di Livio crolla e il suo cuore inizia a battere più velocemente di quando è in gara. La strada è comunque in salita, perché la distanza mette alla prova anche gli animi più saldi. Ma il loro sembra essere un amore da cartolina.

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A cavallo tra il 2012 e il 2013, il canottaggio italiano ci mette nuovamente lo zampino, portandoli un mese in Australia. E’ il banco di prova finale. L’esperienza, vissuta insieme per tutto il periodo, sorprende Livio in positivo: «Non ero mai riuscito a essere così me stesso e stare così bene con una persona fino ad allora». Non è l’unico a sentirsi tre metri sopra il cielo, perché Sabrina non ha paura di dire: «Da quando ci siamo fidanzati, la mia vita è diventata bellissima!». E scherzando aggiunge: «Poi chiediamo a Livio se anche la sua lo è!».

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Oggi, grazie al canottaggio hanno modo di passare più tempo insieme, colmando anche la distanza geografica che al momento li separa. Ma sono entrambi concordi nel dire che questo sport è stata solo la scintilla, ma la loro fiamma è alimentata da tante altre cose. «Anzi, preferiamo vivere il nostro rapporto al di fuori dello sport», sottolinea Sabrina. «In ogni caso, gareggiare, allenarci e superare le difficoltà insieme è uno stimolo in più. E’ molto più facile affrontare allenamenti duri e lunghi periodi di raduno se siamo insieme». «Con Sabrina rido e scherzo su tutto, abbiamo una vita fantastica anche al di fuori dallo sport», aggiunge Livio. «Poi, la sua famiglia è grandiosa. Mi hanno accolto come un figlio, così come hanno fatto i miei genitori con lei. Il nostro futuro è ancora tutto da decidere, ma posso dire con sicurezza che sarà un lungo e divertentissimo cammino!». Concluderei il nostro racconto dicendo: non osi separare l’uomo (o la donna) ciò che il canottaggio ha unito.

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Giuseppe Lamanna

Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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