Conosco una barca e il suo nome è Sentenza

«Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti. Conosco delle barche straboccanti di sole perché hanno condiviso anni meravigliosi. Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato. Fino al loro ultimo giorno, e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano».

Sentenza

Francesco Rofi abbraccia per la prima volta la sua Sentenza

Esattamente come quelle magistralmente descritte da Jacques Brel, in un piccolo stralcio della sua bellissima poesia Conosco delle barche, anch’io ne ho incontrata una così: il suo nome è Sentenza.

Una barca di nome Sentenza

Prodotta dai Cantieri Salani di Limite sull’Arno (Firenze), Sentenza è una barca innovativa, modello Pegaso di 14 kg. ad ala in alluminio montata a prua, costruita con i migliori materiali e tecnici specializzati nella lavorazione dei materiali compositi, guidati da Leonardo Salani, campione del mondo a Lucerna nel 1982 nell’otto pesi leggeri, con cui Francesco Rofi si conosce da una vita. «Leonardo è una persona simpaticissima, ma per Sentenza l’ho fatto diventare matto», ha raccontato lo stesso Rofi. «Andavo a trovarlo in cantiere anche 5 volte al giorno per prendere un caffè con lui e vedere la barca nascere. La prima volta l’avevo fatta verniciare di giallo, ma non mi piaceva. Così ha dovuto riscartarla e riverniciare in nero».

Sentenza2

«Una volta finita e verniciata di nero la barca era una fantastica, proprio come la volevo. Però, bisognava da darle un nome, perché qui alla Canottieri Limite ogni barca ne ha uno. Mi è subito venuto a mente Sentenza, perché era il fucile di un tipo molto strano del mio Paese che quando andava a caccia non sbagliava un colpo. Sono un ambientalista, ma il nome mi piaceva. Così, ho detto all’allenatore della Canottieri, il grande Renzo Borsini, “la chiamo Sentenza, perché mi stimolerà a non sbagliare mai un colpo e vincerle tutte”».

Francesco-Rofi

E così è stato. A oggi Sentenza è scesa in acqua 18 volte, 14 con Francesco Rofi e 4 con Lapo Londi, giovane atleta della Canottieri Limite fresco campione d’Italia Junior a Varese sul 4, e ha sempre vinto». Una scelta non così scontata, comunque, quella di affidare la sua barca a un altro canottiere, come lo stesso Rofi ci racconta. «Lapo si vergognava a chiedermela. Un giorno lo guardo e gli dico: “Lapo, questa è come se fosse la tua barca”».

Lapo Londi su Sentenza

Lapo Londi su Sentenza

«All’inizio è stata dura vedere Sentenza con un altro, ma Lapo mi ricorda me da giovane. Quando l’ho visto gareggiare mi è sembrato di tornare nel 1987, quando vinsi il titolo nel singolo Ragazzi. Adesso, c’è anche mio figlio. Ha 13 anni e ha iniziato a vogare da un mese. Gioca a calcio e non voglio forzarlo nelle sue scelte, ma spero che vada avanti in questo sport stupendo».

Vittorio-Rofi

«Come padre desidero che faccia canottaggio, perché è uno sport che forma il carattere. Come dico io toglie i “fronzoli ” dalla testa, perché quando uno ha fatto un allenamento di canottaggio la sera non ha tanta voglia di andare fuori a far tardi. Però, se vuole gareggiare con Sentenza dovrà prima fare la gavetta!». E siamo sicuri che la farà, perché proprio come questa barca, anche il giovane Rofi sembra avere scritto il proprio destino nel suo nome: Vittorio.

Per non perdere una notizia diventa fan della pagina su Facebook!

Vuoi restare sempre aggiornato? Iscriviti alla nostra newsletter.

Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

Be first to comment