Il destino le ha volute sorelle, il canottaggio le ha messe sulla stessa barca, il cuore ha fatto il resto: le ha rese amiche. Giorgia e Serena Lo Bue rappresentano una sfida a questo sport e non solo. Perché all’interno di una famiglia, il rapporto tra due sorelle è il legame più complesso, difficile e competitivo che possa esistere.
Giorgia (a destra) e Serena Lo Bue festeggiano il titolo nel due di coppia ai Campionati Italiani Assoluti di Varese 2014
E mettere in uno spazio ristretto come una barca da canottaggio due personalità agli antipodi come quelle di Giorgia (esuberante e molto razionale) e Serena (riservata e sognatrice) poteva rivelarsi un azzardo. Però, crescendo, quello tra sorelle è destinato a diventare il rapporto più forte di tutti. Ecco perché Benedetto “Beni” Vitale, loro allenatore alla Canottieri Palermo, le ha volute sulla stessa barca.
Sorelle d’Italia del canottaggio: Serena e Giorgia
E le Lo Bue hanno ripagato alla grande la fiducia del loro tecnico, vincendo (solo per citare qualche alloro) due titoli mondiali e due europei junior, sei titoli nazionali e la medaglia d’argento ai Mondiali U.23 di Varese 2014, nel quattro di coppia insieme a Valentina Rodini e Greta Masserano. Ma il successo è una lunga pazienza e le protagoniste di questa storia non fanno eccezione. «Proprio perché siamo sorelle», spiega Giorgia, «Ci parliamo in maniera più aperta rispetto a come faremmo con chiunque altro. Spesso, in barca volano insulti di tutti i tipi, ed è capitato più volte che Serena si sia “ammutinata” durante l’allenamento, dicendo di non voler continuare!».
«A volte è una vera e propria guerra. Quel santo del nostro allenatore Beni Vitale deve fare il giudice in discussioni dove altrimenti arriveremmo alle mani. Però, le urla, le mazzate, gli insulti e tutto il resto vengono dimenticati quando otteniamo un risultato, qualunque esso sia. Non vorrei condividere questa gioia con nessun altro, perché mentre gli altri vedono solo il risultato, Serena conosce tutti i sacrifici e gli sforzi che ci hanno portato fino a lì».
Anche Serena conferma le parole di sua sorella: «E’ vero, non ci facciamo problemi a prenderci a male parole se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto. Però, fare barca con Giorgia mi regala anche bellissime sensazioni, perché in gara posso contare su di lei al 100 per cento. Non ho dubbi e so che qualunque cosa accada lei non mi abbandonerà mai. Prima di iniziare a fare barca insieme non eravamo molto unite. Ora, invece, sì. Non so dire se il merito sia solo del canottaggio, ma di sicuro ha inciso». «Non conosco quale sarà il nostro futuro, se e per quanto continueremo a remare insieme», conclude Giorgia. «Tuttavia, sono sicura che non troverò mai una compagna di barca migliore di lei». D’altronde, parafrasando la scrittrice Pam Brown, gli amici vanno e vengono. Le sorelle restano per sempre. Giorgia e Serena hanno condiviso tutto: genitori, casa, animali, festeggiamenti, catastrofi, segreti. I fili della loro esistenza sono ormai talmente intrecciati che resteranno unite per sempre. Nessuna delle due potrà mai sentirsi completamente sola, sapendo che l’altra è sul suo stesso Pianeta.





