Cantami, o Diva, del furioso Gigi, l’ira funesta che infiniti addusse cazziatoni agli ammacchioni, molti anzi tempo all’Orco generosi infranse sogni di canottieri, e in pubblica gogna lor salme abbandonò (così di Giuseppe La Mura l’alto consiglio s’adempìa), da quando primamente disgiunse aspra contesa il Ganino di Posillipo e Peppino o’malamente.
Diciamoci la verità: io e il mio allenatore Gigi Ganino non siamo d’accordo praticamente su niente. Perché lui vede solo il bianco o il nero, mentre per me esistono altre 50 sfumature di canottaggio. Questa volta, a provocare l’ultima “sceriffata”, che ha trasformato la Canottieri San Cristoforo in un moderno O.K. Corral, è stato un ammacchio. Mio, naturalmente.
L’ammacchio, il canottaggio e il Ganino furioso
In napoletano, ammacchiarsi significa nascondersi durante gli allenamenti, fare meno di quanto dovuto senza farsi beccare. Purtroppo, ignoravo che in passato Gigi fosse stato uno dei più grandi interpreti dell’ammacchio. In pratica, sono andato a rubare in casa del mariuolo. Tutta colpa di una seduta di Interval Training di cui, modestamente, non ho capito nulla. Ho tentato di superare l’ostacolo linguistico, di cui vi ho già parlato in Statte quieto and do you speak canottierese?, facendomelo spiegare bene. Ma senza successo.
Tornando al posto, Mario Palmisano aggiunge il suo carico: «Peppì hai fatto proprio una cazzata». E Stefano Lo Cicero, il mio compagno di allenamento di cui vi ho parlato in L’invidia del mio miglior compagno di barca, mi dà della “menza ammulatura” (dicesi in dialetto catanese di un lavoro fatto a metà e neanche tanto bene). «La prossima volta mi iscrivo alla Canottieri Milano, là sono sicuro che tutt’ sti meridionali nun c’ stann’», dico io. Ma ormai la mia mente è sotto la doccia ad aspettare il corpo. Faccio due serie, al posto di tre. E me ne vado. In natura, ogni evento è provocato da un altro evento. Tranne Ganino. Nessuno provoca Gigi. Non senza conseguenze. Perché quando è incazzato nero si arma di tanta pazienza, ma solo per scagliartela contro con ferocia inaudita. Entrato nello spogliatoio e inquadrato il bersaglio, Gigi inizia la sua filippica. «Peppe i nun’ so’ fess e nun veng’ ra Pordenone. Hai fatto due serie e ne dovevi fare tre. Quello che hai fatto stasera l’ho inventato io! Ti sei ammacchiato, sei un ammacchione. E sei fortunato che non ero seduto accanto a te, altrimenti ti avrei preso a calci nel culo! Se continui così rimarrai sempre un mio amico, ma non diventerai mai un canottiere».
Quando vuole, Gigi ha la capacità di parlare a caratteri cubitali, così anche le sue frasi ti lasciano i lividi, quando ti colpiscono. Però, prima di tornare a casa, c’è ancora una lezione da imparare. Ganino ritorna nello spogliatoio e me la racconta: «Tanti anni fa, mi allenavo al lago Patria e il mio allenatore Andrea Coppola mi mise in barca con Valter Molea. Però c’era brutto tempo e dovemmo rientrare. Allora mi disse di fare 10 da 3000 al remoergometro. Per i primi sei andò tutto bene, poi iniziai ad avere dei cedimenti e al nono scoppiai. Così, andai a farmi la doccia. Andrea venne a cercarmi e mi disse “Gigi così non va bene, perché tu devi capire che canottiere vuoi diventare, bla bla bla”. E io pensavo “Sì sì parla parla, che tant’ a’ docci ja me l’aggi fatt”. Ha parlato per mezz’ora e alla fine sai che mi ha detto? “Va bene adesso ti rimetti il body e fai l’ultimo tremila, che nel frattempo ti sei pure riposato”. E l’ho dovuto fare. Era il 24 dicembre del 1996 e non me lo dimenticherò mai. Quindi preparati, perché la prossima volta farò la stessa cosa con te». E Peppino o’malamente, da oggi Peppe l’ammacchione, incassa e non favella, perché quello che dice l’allenatore è sacro. Nonostante tutto, lo sa bene pure lui. Oggi si mettono in discussione troppe cose: la saggezza degli anziani, l’autorità dei padri, l’importanza della famiglia. Ma gli allenatori di canottaggio no, loro non si discutono. Mai.









Johann
“Peppe i nun’ so’ fess e nun veng’ ra Pordenone.” cosa significa? Essendo pordenonese mi sento chiamato in causa! E’ molto grave? XD
Giuseppe Lamanna
Ciao Johann, assolutamente no. Anzi il contrario, il suo “Non vengo da Pordenone, ma da Posillipo, sottolinea il fatto che viene da un posto dove “fare i furbi” è praticamente una scienza!