Pensavo fosse amore, invece era un due di coppia - Parte 1

Nella maggior parte delle situazioni, sono i sentimenti a guidarci. E anche se ci conducono all’inferno o in paradiso, comunque ci accompagnano sempre da qualche parte. Nel mio caso, l’amore mi ha portato davanti a un due di coppia. Ne I miserabili, Victor Hugo scriveva che: «La solitudine crea persone d’ingegno o idioti». Preferisco non correre rischi, ecco perché da almeno due anni sono alla ricerca di un compagno di barca.

Davide Tizzano (a sinistra) e Agostino Abbagnale (a destra)

Il più bel doppio nella storia mondiale del canottaggio: Davide Tizzano (a sinistra) e Agostino Abbagnale (a destra)

Nella mia visione romantica di questo sport, ho sempre pensato che il compagno di barca non possa essere uno qualunque, ma una persona con la quale si ha un grande feeling anche al di fuori del canottaggio. Perché i movimenti devono essere speculari, così come la forza che si applica in acqua. In un equipaggio affiatato, non c’è bisogno che il capovoga parli per far capire al suo prodiere che sta chiamando un aumento di colpi o un serrate finale. La stessa sensibilità la deve avere il prodiere, che spesso è quello che si fa il “mazzo” per togliere il compagno dai guai quando ha finito la benzina.

Era un due di coppia… pensavo fosse amore

Insomma, nel doppio l’amore è tutto. Ecco perché l’oggetto del mio desiderio è il mio amico Stefano Lo Cicero, di cui vi ho già raccontato in L’invidia del mio miglior compagno di barca. Però, come nelle migliori storie d’amore, c’è sempre il terzo incomodo che tenta di rovinare un lieto fine già scritto, facendoti credere che invece l’amore non c’entri proprio una mazza. In questo caso, si tratta di un uomo potente e molto “malvagio”: il mio allenatore Gigi Ganino.

I fratelli croati Martin (a sinistra) e Valent (a destra) Sinkovic, campioni del mondo ad Amsterdam 2014 e primo doppio nella storia a scendere sotto i 6 minuti sui 2000 m.

I fratelli croati Martin (a sinistra) e Valent (a destra) Sinkovic, campioni del mondo ad Amsterdam 2014 e primo doppio nella storia a scendere sotto i 6 minuti sui 2000 m.

«Peppe quest’idea è na strunzat, tanto per cambiare. Il canottaggio non funziona a simpatia. Guarda me e Mario Palmisano. Siamo cresciuti insieme e amici da una vita, ma la barca con me non l’avrebbe mai fatta. E sai perché? Pecché è cchiu’ fort ‘e me. E un canottiere come lui in barca vuole stare con uno più bravo. Ecco perché non puoi fare il doppio con Stefano, perché vi separano vent’anni di canottaggio ad alto livello». Quando si parla di canottaggio, Gigi è talmente testardo e oltranzista sulle sue idee, che se lavorasse come crash tester… sarebbe il muro.

Alessio Sartori (a sinistra) e Romano Battisti (a destra)

Alessio Sartori (a sinistra) e Romano Battisti (a destra)

Gigi potrebbe fare una fortuna, vendendo un miliardo di copie del suo libro dal titolo Le risposte da dare a qualsiasi richiesta di Peppino l’ammacchione. Il libro consiste in una pagina in cui c’è scritto a caratteri cubitali: «NO!!!». Tuttavia, deve esserci qualcosa in me che gli piace. Perché per ogni portone che mi chiude in faccia, lascia sempre aperto uno spioncino. A me il compito di infilarmici dentro. «Peppì nel canottaggio ogni atleta ha delle responsabilità verso la società, il tecnico e soprattutto nei confronti del compagno di barca. Se ne vuoi uno devi rispettare il suo impegno e i suoi sacrifici. E lo puoi fare in un solo modo: dimostrarti sempre all’altezza. Se entro il 31 dicembre 2014 sali sul remoergometro e fermi il cronometro ai mille metri sotto i 3.10, ti faccio fare la barca con Stefano. Ogni tanto». Non c’è problema. Ora non mi resta che preparare i botti di fine anno.

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Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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