Se fossi un personaggio di una serie Tv, sarei il colonnello John Hannibal Smith del mitico A-Team, telefilm cult degli anni Ottanta. Perché pur non essendo una persona metodica, in certe situazioni anch’io adoro i piani ben riusciti. Ecco perché in occasione di Beat It 2014, non ho lasciato nulla al caso nell’organizzazione della mia staffetta: il Volevo Essere Un Canottiere Rowing Team.
Emuli dei mitici Cavalieri delle acque, io e i miei tre compagni saremmo dovuti essere I Fantastici 4 del ventolone. Il condizionale è d’obbligo, perché io adoro i piani ben riusciti, ma il destino no. La squadra era completa: oltre a me, la scelta era ricaduta su Stefano Lo Cicero, Francesco Rofi e Vincenzo Triunfo. Tre nomi sapientemente scelti in base ai sentimenti e al fatto che questi tre alfieri del remo hanno contribuito con le loro storie al successo di questo sito.
Da I Fantastici 4 a I Magnifici 8+
Ma come dicevo prima il fato ci mette lo zampino. In questo caso specifico: due dita negli occhi. Di Lo Cicero. Il ragazzo, infatti, cede alla praticità di una vita senza occhiali, sottoponendosi a un’operazione di riduzione della miopia. Purtroppo, calcola male i tempi di recupero e il responso del dottore non lascia scampo: l’inattività deve essere totale per due mesi. Addio Beat It. Ma pur con la squadra azzoppata non rinuncio. Alla vittoria? Neanche per sogno, la filosofia di questo sito è basata sul valore formativo della sconfitta. Mi serve un sostituto all’altezza di Stefano. Non a livello fisico, ma sentimentale. Ho due opzioni: una mi conduce verso il mio mentore Gigi Ganino, ma non è eticamente percorribile per una questione di rispetto nei confronti degli altri atleti della mia società, l’altra verso Mario Palmisano.
Scelgo la seconda, perché il ragazzo è reduce da un infortunio, quindi è fuori forma, e le sue nuove rotondità piacciono molto. Soprattutto alle mamme. E in questi casi il supporto del pubblico femminile è fondamentale. Perfeziono l’iscrizione e scelgo il design delle magliette (ebbene sì, sono anche stilista, ndr). Mario dice: «Fantastico, che squadrone!». Va tutto a meraviglia. Tuttavia, avevo sottovalutato il lato oscuro di Palmisano o sopravvalutato quello chiaro. In realtà, non conoscevo le sue 50 sfumature di casinista. Infatti, mentre mi accingo a una seduta di allenamento in modalità Armageddon, Mario piomba nello spogliatoio con un sorriso a 32 denti. Brutto segno. «Peppe ho fatto un casino». Non avevo dubbi. «Non possiamo fare la staffetta, perché da regolamento deve essere mista: due uomini e due donne». E signori, il regolamento l’ha scritto lui!
Ho scelto il giorno sbagliato per smettere gli psicofarmaci, ma non c’è problema. La mia mente fertile è già al lavoro per ovviare all’inconveniente. La soluzione mi arriva in pochi secondi: splittiamo la staffetta e da I Fantastici 4 ci trasformiamo ne I magnifici 8+. Basta solo trovare delle splendide donne. Nostra croce e delizia, le femmine nel canottaggio non mancano. Per fortuna. Il problema è convincerle a mettersi in gioco. Purtroppo. E devo stare attento a non scegliere atlete già impegnate in altre staffette. «Ti fai troppi problemi, Peppì nui amma combatter!», mi dice Palmisano. E ride. Puozze passa’ nu guaio! Dico io. No, siamo una squadra etica, per l’epica ne riparliamo l’anno prossimo.
Il primo nome l’ho già in mente: Daniela Bialetti. Non solo è una canottiera di livello, ma anche una grande donna, moglie e madre. Il massimo dell’affidabilità. Aggiungici che dodici mesi fa ha vinto nella sua categoria la stessa gara in singolo. Cosa vuoi di più dalla vita? Poi con Daniela c’è stima reciproca, affetto, fiducia, simpatia. Insomma, è amore al primo remo. «Beppe sono onorata», e volevo vedere il contrario dopo questa sviolinata. «Ma ho una sola cartuccia da sparare e me la gioco in singolo». Dani, ci mancherebbe, farò il tifo per te. Mi sigillo in bagno a piangere, abbassando le tapparelle delle finestre e cantando Sabato pomeriggio di Baglioni a squarciagola. L’ho presa bene. «Peppe se ci sono le donne bene e facciamo la staffetta, altrimenti le gare singole», mi consola Mario, sempre senza smettere di ridere. L’ha presa meglio lui.
Finalmente arriva anche una buona notizia: Sara, fidanzata di Mario, entra nella staffetta. L’amore è davvero una cosa meravigliosa. Anche l’amica Veronica si unisce a noi. «Guardate che vi faccio fare una brutta figura?», si schermisce lei. Verò non ti preoccupare. Modestamente nel canottaggio ho portato il concetto di figuraccia a un livello superiore. Gigi Ganino sottoscrive. Si viaggia spediti, mancano solo due elementi. Voglio essere positivo. Infatti, mentre sono in canottieri a limare i miei tempi, vedo una ragazza. Non ha nemmeno 18 anni, ma è altissima e fisicamente ricorda Sara Magnaghi. Accanto a lei, seduti sui remoergometri, due giovinastri. E mentre i maschietti arrancano, lei tira come una dannata, mantenendo l’eleganza di un cigno. I miei occhi si illuminano e in maniera discreta faccio un cenno a Mario, che capisce al volo. Miracolo a Milano. L’astro nascente della Canottieri San Cristoforo si chiama Chiara e con entusiasmo entra nella nostra crew.
Manca solo l’ultimo tassello, la ciliegina sulla torta. Oso e lo chiedo a una campionessa del mondo: Sabrina Noseda. Mi dice “Nì”. E’ tentata dalla maglietta di mia creazione, di cui già si favoleggia in giro, ma giustamente deve riuscire a organizzarsi, magari portando anche i suoi allievi della Canottieri Lario. Accetterà o resteremo in sette? Lo scoprirete solo a Beat It. Non prima. Intanto, questa vicenda mi ha fatto capire una cosa: penso troppo. Tempo addietro, parlandomi della sua malattia, una volta Mario mi disse: «Peppe nella vita non sempre hai bisogno di avere un piano. A volte ti basta semplicemente respirare, credere, partire e vedere che cosa succede alla fine del viaggio». Credo già di sapere cosa accadrà al termine della nostra avventura insieme a Beat It: Mario riderà, come sempre. E questa volta gli terrò compagnia.











Sarah
Ahahah!! Sei uno spasso Giuseppe… a metà lettura mi domandavo ma l’equipaggio non deve essere metà femminile e metà maschile?!? Ahahah !!
Comunque sarà anche infortunato ma abilmente ti sei aggiudicato il miglior stacco di gamba maschile di tutto il naviglio (ovvero quello del mio allenatore!!) quindi sei già notevolmente avanti !!! Una Sara ce l’hai che nella squadra è’ l’ingrediente fondamentale, perché si sa le Sare hanno una marcia in più non me ne vogliano le altre… !!! La giovane promessa pure… Vedrai i ni di trasformeranno in si !!! Insomma non vedo l’ora di vedere la divisa studiata a doc maledico la regola del certificato medico anche se è cosa sana e giusta !!!
Ps ma Peppe in tutto questo ti stai alleando ?!?!? Perché anche senza piano… Sudare bisogna sudare!!!