gennaio, 2015

Nel canottaggio una motivazione non basta

Nonostante sia una delle poche certezze che abbiamo, è difficile abituarsi all’idea: ai più importanti bivi della vita non c’è segnaletica. E si finisce col perdersi. Siccome stiamo parlando di canottaggio, alla maggior parte delle persone verrebbe da sorridere. A noi no, visto che l’arte del remo rappresenta un perno su cui gira la nostra esistenza. Esattamente come non può esistere il Bene senza il Male, anche in questo sport c’è un lato oscuro. Non si tratta del CrossFit, come scrissi tanto tempo fa in un post lontano lontano (Il Crossfit, ovvero il lato oscuro del canottaggio). E’ qualcosa di più subdolo: il disorientamento. Una motivazione nel canottaggio non basta Prima o poi, per tutti gli alfieri del…

L’eleganza del remo

Nella vita moderna niente è più efficace di un luogo comune. Questo spiega perché, nell’immaginario collettivo, il canottiere viene visto come un energumeno. Invece, in questo sport la potenza è applicata in maniera sensibile e non rozza. I cavalieri delle acque usano la forza quasi con circospezione. Nei loro gesti esprimono una delicatezza e uno stile inconfondibile. Volendo, possiamo chiamarla “L’eleganza del remo”. Canottaggio: l’eleganza del remo Mai come oggi, l’eleganza è necessaria. Non solo nel canottaggio. Non parlo di gusto nel vestire, ma di atteggiamento. Paulo Coelho ha scritto che l’essere umano ne ha bisogno sia nelle azioni che nella postura, perché questa parola è sinonimo di buon gusto, amabilità, equilibrio e armonia. Qualità che si…

Canottaggio: scusate se sono un talento

Qualche volta anche in un tranquillo circolo di canottaggio possono accadere cose davvero straordinarie. Almeno per me. Nessun effetto speciale, per carità. Sono semplicemente inciampato nell’ennesima verità, rigorosamente amara, come la vita: il canottaggio non è il mio sport, ma la mia espiazione. Non conosco quale siano le colpe di cui mi sono macchiato. Posso solo immaginarle e proseguire per la mia strada, che guarda caso finisce sempre con l’incrociare l’arte del remo. Non può essere un caso. La verità è che sono indeciso se essere un genio del canottaggio o un talento. Ma visto che il primo impara solo da se stesso, credo di rientrare nel secondo caso, perché le poche cose che so le ho…

Canottaggio: il giorno di dolore che uno ha

“Vieni a fare canottaggio”, ti dicono. “E’ uno sport meraviglioso”. “Unisciti a noi e scopri una disciplina fatta di potenza, sfida e tanto divertimento, grazie alla quale supererai i tuoi limiti fisici e mentali, conoscerai tante persone e visiterai posti bellissimi”.

Chiara Sacco: «Volevo essere una canottiera»

La vita ci mette alla prova. Ogni giorno. Senza aspettare che tu sia pronto. Semplicemente accade. Chissà perché mi viene in mente una canzone dei Nomadi, Ma che film la vita. Forse perché non sono d’accordo con il titolo. Qui non c’è nessun regista che grida “Stop!” quando una scena è venuta male. E soprattutto non si rimborsa il biglietto, anche se lo spettacolo non è di tuo gradimento. No, non è un film. Semmai una gara di fondo, dove non è importante arrivare per primo. Quello che conta è arrivare. Ma l’esistenza è una corsa campestre piena di ostacoli. Scivolare è un attimo. Proprio com’è accaduto a Chiara Sacco, promessa del canottaggio italiano, cui la vita ha regalato tanti lividi…

10 inconfutabili verità sul remoergometro

Nei suoi aforismi, lo scrittore Carlo Dante diceva che la tortura è stata abolita in Europa solo perché la vita moderna lo è diventata. Aveva perfettamente ragione. Noi canottieri ne abbiamo le prove: si chiama remoergometro. Ufficialmente è un apparecchio che simula la vogata in mancanza di acqua. In realtà è un mefistofelico strumento di tortura legalizzato. E’ lui il mezzo principale con cui un alfiere del remo si allena. Ma nonostante sia così prezioso, non corre buon sangue con l’atleta che lo usa. Se volete saperne di più, eccovi dieci inconfutabili verità sul remoergometro. Remoergometro: 10 inconfutabili verità 1) Il remoergometro è il principale nemico di ogni canottiere, fin dalla più…

Non bastano due per fare una coppia

Odio il lunedì. E’ il giorno peggiore per iniziare la settimana. Non so bene perché, ma è così. Come lo scrittore Haruki Murakami, anch’io sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle. Perché quando metto nero su bianco i miei pensieri, la dimensione del mio caos diminuisce. Oggi non è solo un brutto giorno, ma l’inizio di un periodo complesso. Perché nel weekend trascorso, ho compreso un’amara verità: nel canottaggio, come nella vita, non bastano due per fare una coppia. E’ vero, la matematica non sarà mai il mio mestiere, ma quando si parla di persone e non di numeri subentrano molti altri fattori da tenere in…

Canottaggio: mangia, prega, rema

Siete mai stati innamorati? Se la vostra risposta è affermativa, nonostante le regole dell’attrazione non siano universali, avete capito perfettamente di che cosa sto parlando. Purtroppo, l’amore è sempre una cosa meravigliosa soltanto al cinema. E anche se non è ricambiato, non esiste alcun interruttore in grado di spegnere i nostri sentimenti. Ecco come ti fa sentire il canottaggio: gli basta un attimo per farti innamorare di lui, ma gli servono anni per farti capire che cosa sia veramente l’amore. E il giorno in cui pensi “basta, smetto”, perché credi che il tuo sia un sentimento non corrisposto, soltanto allora ti rendi conto di essere comunque condannato. Perché proprio gli amori non ricambiati sono gli unici che non finiscono mai. Mangia, prega, rema…