febbraio, 2015

Seduto sulle spalle di un gigante

Le vie del canottaggio sono indefinite. Almeno per me. Perché il mio rapporto con l’arte del remo è basato su due elementi: caso e caos. Ma un pomeriggio di febbraio, mi sono seduto sulle spalle di un gigante e ho visto lontano, al di là del mio anagramma. A darmene l’occasione è stato Mario Palmisano che, oltre a un posto in prima fila sui suoi dorsali, mi ha permesso di provare una delle sensazioni più belle che il canottaggio possa regalare: competere con gente forte. Seduto sulle spalle di un gigante Carlson Gracie, atleta e coach di Jiu Jitsu, diceva che se vuoi essere un leone, devi allenarti con i leoni. Nonostante gli anni, un…

Canottiere alzati e cammina. Anzi: corri!

Come il comico Milton Berle, anche a me piace correre. Eccetto la parte che viene dopo che ti sei messo le scarpe. Soprattutto se è sabato mattina e fuori sta piovendo. Però, amo il canottaggio, perché è pura poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un canottiere. E prima di essere un cavaliere delle acque, un alfiere del remo deve essere un mezzofondista. Per correre dietro ai propri sogni ci vuole un fisico bestiale. E impermeabile. Eppure, conosco una ragazza di Torino che tempo fa mi disse: «Correre sotto la pioggia è la cosa più bella del mondo». Però lei è di un’altra tempra: quando è sola è più forte. Io, al…

Inno ai canottieri amatoriali

Ho udito millanta storie di cavalieri delle acque erranti, di imprese azzurre e di italiche vittorie. Ma di eroici canottieri, oggi, non abbiam più notizia. Proprio per questo, nell’arte del remo c’è bisogno d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto. Sono stato anch’io un realista, ma ormai me ne frego e l’apparenza delle cose non m’inganna. Preferisco le sorprese di quest’anima tiranna, che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti, ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti. Prima d’oggi mi annoiavo da morire, ma ora sono un canottiere che non teme di soffrire. Inno ai canottieri amatoriali Guccini e i suoi fan mi perdoneranno, ma i versi storpiati della sua canzone sono l’incipit…

Sono una canottiera, orgogliosamente donna

Ciao, sono Anna, e anch’io volevo essere un canottiere. In realtà non è proprio così. Sono sempre Anna e avrei voluto essere una canottierA. Sospiro. Una donna, che si rispecchia in questa disciplina e decide di donarglisi, capisce fin dal primo istante la durezza e la profondità di uno sport come il canottaggio. Non appena esci con tua madre dalla segreteria della Canottieri con l’iscrizione al corso di avviamento in mano. «Quindi adesso, invece della pallavolo, ti dedicherai a questo canottaggio. Quindi, diventerai una C A N O T T I E R A». Sorridi, fa ridere. Vai a casa, racconti a tuo padre dell’iscrizione, ti hanno detto che sei dotata,…

Peppe D’Amico, arrivederci Capita’!

«Un canottiere non ha freddo. Non soffre la fame. Non è mai stanco. Un vero canottiere non muore mai!». E’ con le sue stesse parole che vogliamo ricordare Giuseppe “Peppe” D’Amico, atleta master del C.C. Aniene follemente innamorato del canottaggio, Capitano e primo sostenitore degli equipaggi di Amalfi nella storica Regata delle Antiche Repubbliche Marinare. Il mondo del canottaggio si stringe intorno alla famiglia di questo straordinario uomo e atleta, sempre pieno di vitalità, iniziativa, voglia di vivere e fare sport, che martedì 10 febbraio 2015 a soli 59 anni ha lasciato all’improvviso vuoto il suo carrello e solo il suo remo, dopo una normale seduta di allenamento. Ma non siamo qui per piangere. Questo è un…

Il successo è una lunga pazienza (e sti c*zzi no?!)

L’insieme delle cose che riusciamo a fare senza sentirci a disagio si chiama Comfort Zone. Il canottaggio è la cosa che inizia alla sua fine. Io ho scelto questo sport perché ho fatto di testa mia. Il problema è che nella mia mente c’è sempre stato il concetto di grande salto: bruciare le tappe e passare dal grado zero all’Olimpo del remo in poco tempo. Come? Grazie a un colpo di fortuna, una genialata improvvisa, un’intuizione. E in questi dodici mesi, di idee ne ho avute molte. Purtroppo, in questo sport ci sono percorsi che una persona non conosce: ti lasciano ammirare i risultati, ma non ti raccontano i sacrifici superati da chi ha raggiunto l’obiettivo. Qualunque…

Dite a Laura (Basadonna) che l’amavo

Nei suoi celebri Scartafacci, lo scrittore Vannuccio Barbaro diceva che anche l’incontro di un attimo può essere amore. Per cadere ai piedi di Laura Basadonna, azzurra di canottaggio, mi è bastato molto meno. Galeotta è stata una foto che l’atleta dell’Esperia Torino ha pubblicato sulla sua pagina Facebook: uno sguardo uggioso sulla città della Mole, mentre lei si allena correndo lungo la sponda del Po. A commento una frase: lascia che piova pure. Questa è la storia di un piccolo grande amore. Laura (Basadonna): ditele che l’amavo In un anonimo giorno di febbraio, nonostante siano lontani chilometri (non solo geograficamente), un’atleta della Nazionale italiana e un canottiere cialtrone e un po’ ammacchione non sono mai stati così vicini. Lei…