Peppe D’Amico, arrivederci Capita’!

«Un canottiere non ha freddo. Non soffre la fame. Non è mai stanco. Un vero canottiere non muore mai!». E’ con le sue stesse parole che vogliamo ricordare Giuseppe “Peppe” D’Amico, atleta master del C.C. Aniene follemente innamorato del canottaggio, Capitano e primo sostenitore degli equipaggi di Amalfi nella storica Regata delle Antiche Repubbliche Marinare.

Giuseppe D’Amico

Il mondo del canottaggio si stringe intorno alla famiglia di questo straordinario uomo e atleta, sempre pieno di vitalità, iniziativa, voglia di vivere e fare sport, che martedì 10 febbraio 2015 a soli 59 anni ha lasciato all’improvviso vuoto il suo carrello e solo il suo remo, dopo una normale seduta di allenamento. Ma non siamo qui per piangere. Questo è un inno ai vivi.

Arrivederci Capita’!

Perché un vero canottiere non muore mai e Giuseppe D’Amico lo è. La sua filosofia di vita è sempre stata: mai fermarsi! Mai mollare! Mai tirarsi indietro! Qualcuno là in alto ha pensato che Peppe fosse “sprecato” quaggiù, insieme a noi, e che fosse arrivato il momento per lui di andare ad aiutare qualcun altro in nuovi lidi.

Peppe D’Amico, al centro, con la bandiera di Amalfi

«A chitemmuort! Nui amma esser cchiù fort! Chi s’ferm è perduto, nui nun c’fermamm! Noi siamo canottieri!», ripeteva sempre. Peppe non è più tra noi, perché fedele ai suoi principi semplicemente non si è fermato qui. Il Cielo è un mare al contrario, non dimentichiamolo. E anche lì, lui è già al lavoro per promuovere qualsiasi attività che possa mettere in risalto il nostro sport.

L’equipaggio master del C.C. Aniene in azione

Sensibile, quando si trattava di assecondare una giusta causa, Peppe D’Amico è stato uno dei principali sostenitori del Beat It. «Ciao Peppe, sto organizzando un evento di beneficenza, ti chiamavo per chiederti di sensibilizzare qualche socio dell’Aniene per poter acquistare un remoergometro da mettere in palio», ricorda Mario Palmisano. «Mario tranquillo, quanto costa? Te lo compro io».

Peppe D’Amico abbraccia il timoniere Gaetano Iannuzzi (al centro), insieme ai compagni dell’8 master dell’Aniene

E ogni giorno non lo ricorderemo piangendo, ma ridendo. Sempre di più. Sempre più forte. Come se fosse il giorno più felice della nostra vita, anche se è il più triste, perché se n’è andato un pezzo di noi. Come ha spiegato Marco Marsullo nel suo divertente libro, L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache, forse è così che si saluta un amico del cuore: ridendo.

Perché a piangere ci penserai un altro giorno, quando il peso della vita sarà troppo grande e ti mancheranno le forze. Perché per dire ciao a un ragazzo come te, l’unica cosa che puoi fare è sorridergli, sperando che lui, ovunque sia finito, stia facendo lo stesso. E conoscendo Peppe D’Amico, siamo sicuri che è così.

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Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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