Il canottaggio è donna

Se pensate che le donne siano il sesso debole, non avete mai incontrato una canottiera. Sembrano diverse dalle altre rappresentanti del gentil sesso. Alla seta preferiscono lo spandex e se volete renderle felici, non regalatele mimose. Presentatevi con mazzi di scarpe. Sportive, naturalmente.

Foto di Mimmo Perna

Foto di Mimmo Perna

Non fatevi ingannare dalle apparenze. La canottiera è il tipo di donna che si incontra una sola volta nella vita. Se siete molto fortunati, due. Citando Eleonor Roosevelt, è come una bustina di tè: non si può dire quanto sia forte fino a che non la si mette nell’acqua. A renderla bollente, poi, ci penserà lei.

Dici canottaggio e pensi a una donna

Anche di fronte ad una sola canottiera, qualunque uomo ha la sensazione di essere in inferiorità numerica. Questione di carisma. Parlo con cognizione di causa. Credetemi. Perché la prima canottiera che ho conosciuto è stata una nota di biondo platino in un oceano di grigio: Anna “Nino” Bonciani. E’ stato il suo accento toscano a tirarmi fuori dall’acqua la prima volta che sono caduto dalla mia barca.

Da allora di acqua sotto al mio skiff ne è passata parecchia. E ho incrociato la mia scia con quella di tante canottiere, che mi hanno insegnato molte cose. Penso a Nicoletta Gnocchi, con la quale Sulla sponda del lago di Varese mi sono seduto e ho pianto. O a Irene Vannucci, che mi ha rivelato quali sono le 10 cose che nel canottaggio una donna può fare e un uomo no. Le quote rosa rendono questo sport più bello. In tutti i sensi. Guardi Chiara Sacco e capisci che essere donna richiede un tale coraggio e una forza, che tu non avrai mai.

Hulk

Perché le canottiere hanno una tempesta nel petto, ma anche un cuore a misura d’oceano. Incontri Sabrina Noseda e scopri che cosa sia L’amore ai tempi del canottaggio. Anche Oscar Wilde diceva che le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese. E io, in una fredda giornata di febbraio ho detto a Laura Basadonna che l’amavo. Scusate se sono un roWmantico. Probabilmente, Maria Giulia Parrinelli mi ha già catalogato tra i 10 tipi umani del canottaggio. Ogni tanto mi scrive. Mi dice di non mollare, che il meglio deve ancora venire. Mi ricorda che le mie emozioni sono anche le sue.

Una delle immagini più belle dei Mondiali U.23 di Varese, l’abbraccio delle sorelle Lo Bue

E allora capisci che non sei solo e che i tuoi sono desideri universali. Come quelli di Giorgia e Serena Lo Bue, le sorelle d’Italia del canottaggio. Negli anni ’80 eravamo un popolo di Abbagnale. Se oggi fossimo un popolo di Lo Bue, questo Paese mi piacerebbe di più. Meno male che c’è Arianna Mazzoni a regalarmi un po’ della sua grinta e del suo entusiasmo. Occhi della tigre, bava alla bocca, lampi dal culo! Questo il motto della sua famiglia, che da tempo è anche un po’ la mia.

Grazie ragazze, siete il mio equipaggio del cuore. Capaci di imprese straordinarie, che nessuno sarebbe in grado di replicare. Non sono sviolinate. Perché quando vedi quante cose riesce a infilare nella sua borsa Anna Bonciani, capisci che Mary Poppins era una dilettante. Osservando il suo Santo Graal da vicino, ho compreso una cosa: quando una canottiera è incazzata è inutile darle ragione o promettere di portarla all’Ikea. Non funziona. L’unica via di salvezza è la sua borsa. Nascondetevi lì dentro. Non vi troverà mai.

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Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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