Prima o poi, si torna sempre sul luogo del delitto. Principalmente per vedere l’effetto che fa. Così, in un anonimo pomeriggio di primavera, in sella alla mia bicicletta ho inseguito un quattro di coppia durante il suo allenamento quotidiano.
Vedere quei corpi muoversi all’unisono mi ha fatto capire una verità che a molti sfugge: il corpo umano è una macchina perfetta. Però non è stata creata per vivere, ma per muovere una barca. Ogni contrazione dei muscoli, ogni respiro viene fatto al solo scopo di spostare quel mezzo.
Canottaggio: la verità, vi prego
Quando ci siamo incontrati la prima volta, non avevo idea che questo sport sarebbe diventato così importante per me. Dicono che la verità ci farà liberi, ma dimenticano di avvisarci che prima ci renderà infelici. Ecco perché preferiamo ignorarla. Per non soffrire. E soffrire non serve a niente. Molti credono che la parte più dura dell’arte del remo sia la fatica fisica. Chi lo pensa non ha capito nulla. E allora, almeno per una volta, lasciatemela dire la verità, vi prego, sul canottaggio.
Questo sport non ti mette in crisi perché è faticoso, ma perché è spietato. Ti prende, ti mette davanti a uno specchio e ti condanna a essere te stesso. Come mi ha detto una volta la mia amica Anna Bonciani, il canottaggio delude perché siamo noi stessi a deluderci da soli. Ecco perché la maggior parte delle persone fallisce o tira i remi in barca, come me. Perché in questo sport non puoi essere solo un tuono. Devi essere tempesta. E Gigi Ganino direbbe che al massimo io sono stato una scoreggia.
La verità mi fa male. Lo so. E l’ho capito guardando un quattro di coppia allenarsi. Peccato che sono dalla parte sbagliata della carreggiata. Adesso avrei proprio bisogno di essere su uno di quei carrelli, perché nessuno dei nostri piccoli mali quotidiani può resistere a un buon colpo di remi. Tristezza, malinconia o quant’altro. E perché se non avete una risposta ai vostri problemi dopo due ore di canottaggio, probabilmente non ce l’avrete mai.



Sergio
Parole sacrosante, mi ci ritrovo pienamente. Hai centrato l’essenza del canottaggio.
Sergio
Giuseppe Lamanna
Ti ringrazio Sergio, fa sempre molto piacere quando i tuoi sentimenti vengono condivisi
Sarah
“A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato”
Jim Morrison
Giuseppe Lamanna
Mah, detto da uno che si è ucciso di alcol e droga a 26 anni mi suona un po’ strano. Comunque, vedi come ci leggiamo nella mente? Domani pubblico un pezzo in cui voglio sfatare il mito de “l’importante è partecipare”.
Sarah
A volte succede che… chi predica bene razzoli male!!!
Non vedo l’ora di leggerti !!!
Scrivi, scrivi e non smettere di sognare, sarebbe un peccato.