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Lezione N° 3: il canottaggio è una questione di mentalità

«Peppì me aia’ fa’ na’ cortesia: non puoi stare in barca come se fossi seduto sul divano di casa tua. Nun te pozz’ bberè! (non posso guardarti, ndr). Sei un canottiere, è una questione di mentalità, sempre». Non poteva essere più chiaro Raffaele Mautone, quel pomeriggio di mezza estate in cui “cazziò” la mia postura eccessivamente rilassata.

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La parola magica è mentalità. Secondo l’enciclopedia Treccani, con questo termine si intende un modo particolare di concepire, intendere, sentire, giudicare le cose. Nel caso specifico del canottaggio, indica l’atteggiamento con cui ci si approccia alla disciplina del remo. Il che ci porta alla Lezione N° 3: il canottaggio è una questione di mentalità. Continue Reading

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Lezione N° 2: ricordati che devi soffrire

Il problema di chi, come il sottoscritto, si approccia al canottaggio in età “avanzata” è l’idea che ha di questo sport. Nella maggior parte dei casi, purtroppo, l’immagine che si è formata nella nostra mente non corrisponde mai alla realtà dei fatti. Ma ormai il danno è fatto.

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Perché un’idea è come un virus: resistente e altamente contagioso. Una volta che si è impossessata del nostro cervello, l’idea è impossibile da sradicare. Lo ha imparato a sue spese il mio allenatore Gigi Ganino, che a costo di sfregiare il nome di tutti i santi del Paradiso non si è ancora stancato di farmi entrare in testa la Lezione N° 2 del canottaggio: ricordati che devi soffrire!

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Lezione N° 1: Il canottaggio non si inventa

Non esiste un’età ideale per imparare qualcosa di nuovo. Perché quando avviene, diventiamo una persona migliore. Ecco perché, quando mi domandano per quale motivo alla soglia dei 40 anni mi sia rimesso in gioco su una barca da canottaggio, rispondo: «Meglio imparare la saggezza tardi che non impararla mai».

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Non sono d’accordo con il detto “chi non ha talento insegna”, ma sposo la tesi del politico francese Jean Jaurès: «Non si insegna quello che si vuole; dirò addirittura che non s’insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è». Nel mio caso specifico, si tratta solo di condividere le poche cose che ho imparato grazie a questo sport. Continue Reading