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Anche il canottaggio ha la sua danza: il valzer delle prue

In tanti anni di attività agonistica e amatoriale mi è capitato spesso, in particolare dall’indimenticabile voce di Giampiero Galeazzi, di sentire svariate similitudini tra il canottaggio e la musica: atleti come direttori d’orchestra, remi all’unisono come violini in perfetta sincronia. Tuttavia, raramente ho sentito qualcuno soffermarsi sul vero e proprio valzer che le prue delle imbarcazioni, durante una gara, sembrano danzare fra di loro, alternandosi al comando.

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Ancora più raro, se non improbabile, è ascoltare la spiegazione scientifica di tale danza e la causa di tanto alternarsi. Proverò a descriverlo in maniera semplice, anche se spesso appena si introduce la fisica in qualsiasi argomento, la semplicità diventa il più grande avversario in un tentativo di spiegazione del “perché accade ciò che accade!”. Partiamo proprio dalla “partenza”, unico momento in cui l’imbarcazione è ferma, le prue sono perfettamente allineate e tutti gli equipaggi si trovano con i loro vogatori nella stessa posizione ossia all’attacco. Siete pronti?… Via! Continue Reading

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Le 10 frasi che un canottiere non deve dire al suo allenatore

«Brutto sacco di merda! Io ti metto sotto! Ti farò un culo così! Qui tu non riderai! Tu non piangerai! Qui si riga dritto e basta! Ti faccio vedere io! Alzati in piedi, tirati su! Datti subito una regolata, amico mio, sennò io ti svito il cranio e ti cago in gola!».

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Il mitico sergente istruttore Hartman, protagonista del film di Stanley Kubrik, Full Metal Jacket

Nonostante i preziosi insegnamenti di Giuseppe La Mura, nel cuore di ogni allenatore di canottaggio si nasconde un sergente istruttore Hartman. D’altronde, c’è un limite oltre il quale la pazienza smette di essere una virtù. E i canottieri, giovani e meno giovani, sanno mettere a dura prova anche il sistema nervoso più inattaccabile. Ecco le dieci frasi che sarebbe meglio non dire mai al proprio coach.
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10 modi per capire se siete dei veri canottieri

Quando si arriva alla convinzione di avere tutte le risposte, accade qualcosa di assolutamente straordinario: la vita ti cambia tutte le domande. Ed è meraviglioso, perché molto spesso ci rendiamo conto che la cosa peggiore che possa capitare alle nostre domande è proprio la risposta. Ecco perché non ho mai chiesto a nessuno se canottieri si nasce o si diventa?

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Molto probabilmente, quest’ultima rientra nel gruppo di domande alle quali è impossibile dare una risposta, sulla falsariga di “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”. Tuttavia, dal basso della mia esperienza qualcosa credo di essere riuscito a comprenderla. Quindi, eccovi i 10 modi per capire se siete dei veri canottieri. Continue Reading

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Il CrossFit, ovvero il lato oscuro del canottaggio

Esattamente come un cavaliere jedi, protagonista della saga fantascientifica di Guerre Stellari, anche il canottiere trae la sua energia dalla Forza. Parliamo di una capacità non solo fisica, ma anche mentale. E come ci ha insegnato Ben Parker (zio di Peter, alias Spider-man): «Da grandi poteri, derivano grandi responsabilità».

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La Federazione Italiana Canottaggio ha tracciato le linee guida del movimento con il suo Codice Etico Sportivo, lasciando poi agli allenatori il compito di insegnare ai propri allievi quale sia la differenza fra un canottiere e uno che pratica il canottaggio. Ma il Lato Oscuro è sempre in agguato e, prima o poi, ogni alfiere del remo finisce con il subire le tentazioni e le lusinghe del CrossFit.
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Tanti auguri a (San) Giuseppe La Mura, papà del canottaggio

Giuseppe? Deriva dall’ebraico Yoseph e significa “accresciuto da Dio”. Sarà forse per questo, per l’innata capacità di far meglio degli altri (certo, non funziona sempre…), che il più importante Giuseppe che il canottaggio italiano ricordi è colui che a questo sport ha dato il lustro maggiore.

Giuseppe La Mura (73 anni)

Giuseppe La Mura (73 anni)

Starete pensando a Giuseppe Abbagnale con i suoi due ori olimpici, probabilmente. E invece no. Mi riferisco a suo zio, al Dottore, come tutti usano chiamarlo. Insomma, a Giuseppe La Mura. Perché è grazie lui, alla sua tecnica (la più copiata al mondo) che l’Italia del remo ha primeggiato per quasi un ventennio nelle classifiche per nazioni di mondiali Assoluti e pesi leggeri. Continue Reading